Ogni tanto provo a lanciare qualche segnale di fumo ai vari Centri Territoriali Permanenti sparsi un po' in tutta Italia, per sapere, avere notizie su cosa si fa e come ci si organizza, ma nessuno che mai intervenga. Parlerò un pò io del funzionamento del CTP al quale appartengo, di queste terre del "facciamo un po'come ci torna meglio".
Ai Ctp (istituiti con la legge 255 del ?97 (?))si rivolgono gli adulti italiani e stranieri che vogliono imparare, studiare, migliorare. In verità italiani ce ne sono ben pochi, quindi gli insegnanti dell'alfabetizzazione insegnano la lingua italiana. Gli insegnanti spesso sono profughi fuggiti dalla scuola del mattino, stanchi di lavorare.Vengono a riposarsi qui. In corso d'anno viene fatta una riunione ogni due mesi. La programmazione ognuno la fa, se la fa, come e quando vuole. Non esiste un progetto comune ai corsi, la didattica passa attraverso migliaia di fotocopie. I corsi essendo gratuiti dovrebbero rivolgersi agli immigrati e alle persone che spendono il loro credito culturale sul territorio, e agli italiani che intendono rientrare in formazione. Dico "dovrebbero" perchè qualcuno come fosse un libero professionista in una scuola privata, riesce a farsi il gruppone di livelli avanzati , studenti-studenti che vogliono prendere la certificazione europea a gratis (CILS) e poi caldi-caldi, se ne tornano nel proprio paese. Lavorare con gli studenti è molto meno faticoso che lavorare con gli immigrati principianti e poco scolarizzati. Nessuna regola sulle iscrizioni.
L'orario degli insegnanti è variabile, nessuno fa le 22 ore richieste più le due di programmazione. Quando ne vengono fatte quattro al giorno è grassa. Il Dirigente è lo stesso dell'Istituto Comprensivo e del CTP. Troppo oberato d'impegni, armato di buona volontà, ma sta alla buona fede di questo e di quello.
Questo anno, finita la scuola il sei giugno, consegna dei documenti verso il venti sbrigandosela in dieci minuti, si torna a scuola per una prima riunione l'otto settembre, viene fissato l'inizio delle iscrizioni per il quindici, (ognuno nella propria sede aspetta che quelle due o tre persone al giorno arrivino) e poi il primo ottobre dovremmo cominciare. Qualcuno obietta che potremmo cominciare anche il sei, l'accoglienza necessita di tempi lunghi. Da tener presente che la gente arriva in massa ad iscriversi quando sa che la scuola già funziona con gli studenti. Lo sottolineo, vedo occhiate di odio, ribadisco l'importanza del cominciare visto che due settimane sono più che sufficienti per accogliere quei pochi e leggere i giornali che vogliamo. Esplode un putiferio: come oso fare queste illazioni! - Parlo per me - dico. Ma insomma proprio davanti al dirigente, come oso! Il dirigente aspetta sornione che si calmi la rissa e poi chiede: - Allora il primo? - Si rispondo io, gli altri sbuffano e mi odiano. Ingordi!
Ah! Dimenticavo, abbiamo anche un POF, di due paginette, dove nessuna offerta viene chiarita e specificata, dove nessuna valutazione viene menzionata, dove chi legge non saprà mai esttamente che cosa si offre. Utilizzare il mese di giugno per riunirci, discutere e buttarne giù uno più articolato a cui attenersi anche come metodo di lavoro, sarebbe stato come lanciare spilli negli occhi dei miei amabili colleghi. E' bene che tutto rimanga vago perchè tutto si svolga in assenza di verifiche.
Tanto sono stranieri e non ci sono le famiglie rompiballe a controllare.
Insomma, io lavoro un terzo delle maestre della scuola elementare e mi lamento!
Con un decreto del 2007, sono stati istituiti I centri Provinciali per l'educazione degli adulti che sostituiranno dal prossimo anno i CTP. Come e in che modo, con quali soldi, ancora non è stato specificato. Sarà il solito calderone che farà comodo per piazzare qualche dirigente e dare magari qualche consulenza. Centri per accogliere l'abbandono scolastico, gli analfabeti di ritorno e anche gli immigrati. Tutti insieme. E di didattica e del "come" e "cosa" insegnare, ho la vaga sensazione, se ne parlerà sempre meno. Qui almeno, in altre province non so.